Komen (Kitsune) 狐面 Ingrandire

Komen (Kitsune) 狐面

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Kitsune è la parola giapponese per “volpe”. Le volpi sono un soggetto ricorrente e un elemento di particolare importanza nel folclore giapponese; in italiano, kitsune si riferisce ad esse in questo contesto. Secondo la mitologia giapponese la volpe è un essere in possesso di grande intelligenza, in grado di vivere a lungo e di sviluppare con l'età poteri soprannaturali. Il principale tra questi ultimi è l'abilità di cambiare aspetto ed assumere sembianze umane, infatti esse appaiono spesso con l'aspetto di una bella donna. In alcuni racconti esse utilizzano queste abilità per ingannare il prossimo - come spesso avviene nel folclore comune - mentre altri le ritraggono come guardiani benevoli, amiche, amanti e mogli. Più una kitsune è vecchia, saggia e potente, più code possiede, per un massimo di nove.

Le kitsune sono strettamente accomunate alla figura di Inari, il kami shintoista della fertilità, dell'agricoltura e del riso. Esse sono al suo servizio col ruolo di messaggere, e tale veste ha rafforzato il significato soprannaturale della volpe. Come conseguenza dell'influenza che esercitano sulle persone e dei poteri loro attribuiti, vengono venerate come fossero a tutti gli effetti delle divinità.

L'origine storica del ruolo centrale della volpe nel folclore giapponese è da ricercare nella sua armoniosa convivenza con gli esseri umani nel Giappone antico, da cui derivano i vari miti e leggende su queste creature.

Radicate nel folklore, le kitsune compaiono in molte opere del teatro giapponese. Sono presenti in qualità di personaggi delle opere del teatro nō, kyōgen, bunraku e kabuki. Le più famose rappresentazioni sono quelle di Kuzunoha, protagonista dell'opera bunraku e kabuki in cinque atti chiamata Ashiya Dōman Ōuchi Kagami; Tamamo-no Mae protagonista dell'opera kabuki e kyōgen Tamamonomae e del dramma nō Sesshoseki che narrano la storia una donna volpe andata in sposa all'imperatore Toba. Quando l'imperatore si ammalò improvvisamente, ella fu accusata di averlo stregato. Una volta smascherata riprese le sembianze volpine ma fu colpita a morte dall'arciere Miura Kuranosuke. Quando la volpe morì si trasformò in una roccia nota come la “pietra della morte”, che si dice causasse la morte di ogni essere vivente con cui venisse in contatto; e Genkurō, che compare nell'opera drammatica bunraku e kabuki Yoshitsune Sembon Zakura. Meritano menzione anche i netsuke, piccoli borselli di legno o di avorio da abbinare agli abiti sprovvisti di tasche (come ad esempio il kimono). Questi oggetti venivano intagliati in modo da assumere varie forme, tra cui quella della kitsune.

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